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Showing posts from August, 2013

Vernaviri // Bonaverne: un dialogo fanta-narrativo.

Ieri sera leggevo il capitolo di Ventimila leghe sotto i mari relativo al mare dei Sargassi. La descrizione che ne fa Verne mi ha riportato immediatamente alla mente un'immagine dai toni simili che avevo letto in Bonaviri, non ricordavo però al momento se esistesse fra i due una qualsiasi relazione, salvo poi ricordare che il primo fu tra le letture di giovinezza dello scrittore siciliano, che così afferma: 
«Mi piacevano molto i romanzi di Salgari, di Luigi Motta; meno quelli del Verne.»
In realtà, Bonaviri prende a piene mani dall'avventura del Professor Aronnax a bordo del Nautilus la descrizione del mare dei Sargassi contestualizzandola nell'impianto narrativo del suo romanzo Silvinia, come anche la bianchezza della superficie marina che il capitano Nemo e talvolta lo stesso Aronnax spiegano con l'esistenza di microorganismi gelatinosi che rifrangono la luce in superficie 'colorando' il mare di un bianco latteo.
Il mare dei Sargassi è, nello specifico, una…

L'isola Ferdinandea

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La Sicilia non conta come vulcani soltanto l'ormai famigerata Etna, bensì essa annovera anche l'isoletta di Vulcano, dell'arcipelago eolico e l'isola Ferdinandea, una particolare struttura geologia che costituisce propriamente la bocca di un vulcano e che, durante la sua storia, ha avuto modo di far parlare di sé a causa delle sue apparizioni ed immersioni improvvise.
La sua prima emersione risale al 1830/'31 a seguito di una scossa sismica e l'evento viene così narrato da Michele  Arena:
« [le eruzioni] sono state sempre precedute da brevi scosse di terremoto che si sono susseguite con fortissimo fragore di boati […] testimoni dell'evento furono i capitani Trifiletti e Corrao, naviganti in quel mare (latitudine 37,11 nord e longitudine 12,44 est) che osservarono un getto d'acqua a cui tennero dietro colonne di fiamme e di fumo che si elevavano ad un'altezza di 550 metri circa. Il 16 luglio si vide emergere la testa di un vulcano in piena eruzione …

Sicilianità Letteraria V ed avventure sul palcoscenico: Giovanni Verga.

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Il mese di luglio mi ha vista impegnata in un'esperienza cui sono stata coinvolta da C. a sua volta ingaggiato da terzi, ovvero la preparazione di uno spettacolo teatrale basato su una novella di Verga: Libertà.
La novella in questione è molto breve e raccoglie in immagini d'insieme il tumulto della rivolta di Bronte nei mesi estivi del 1860, durante la quale gli abitanti del paese del catanese mossero contro i nobili locali con indicibile violenza, trucidando chiunque si presentasse al passo. I motivi della rivolta sono facilmente riconoscibili nella povertà di questi contadini, manovali e artigiani sfruttati dai 'baroni e dai cappelli' e sullo sfondo dell'impresa garibaldina si proclama una ritrovata libertà che porta in grembo la giustizia dell'umile, risolta in pratica con una agognata suddivisione delle terre.
Ovviamente le cose non vanno come dovrebbero, i rivoltosi vengono fermati e uccisi dagli stessi garibaldini - motivo per cui, ancora oggi, si hann…

Sicilie di viaggio

Viaggio d'andata, ragazze aretine in ritorno dalla Sicilia: - "Catania? Sì, Catania è bella! Con tutti quei lidi, finalmente! Di giorno al mare e la sera si balla![...]"
Viaggio di ritorno, ragazza calabrese con un gruppo di amici in partenza verso Messina e le Eolie: "Sapete cosa è bellissimo della Sicilia? La luminosità! La Sicilia è luminosissima!"
Non mi ricordo chi di illustre ha definito proprio la luce siciliana 'tutta particolare', e rivivendo quell'affermazione sotto le spoglie di un commento di viaggio ho provato a far caso a questa peculiarità. Effettivamente, io ho sempre ricondotto la mia osservazione più che alla luce agli spazi infiniti di cielo che si aprono sopra le teste dei cittadini; i palazzi non sono molto alti e le vie abbastanza larghe da fornire una abbondante illuminazione e questo mi ha sempre portato 'aria da respirare'.