Soul is a fragile thing.



Acrylic on canvas, 2017.
30x40cm
Original piece

Ci sono delle partenze che sono difficili da avviare, ci sono dei momenti che proprio ti dicono di no anche se tu sei realmente convinto di stare ripartendo: sei lì, ti senti pronto e subito un'altra botta sulla testa a ricordarti che semplicemente per ora non puoi, pian piano però, a furia di bastonate, si può comprendere che quel no perentorio potrebbe anche significare qualcosa, addirittura potrebbe volerci dire qualcosa se lo si interpreta in modo positivo. Il più delle volte credo ci indichi che dobbiamo fermarci a considerare alcune cose della nostra vita, delle scelte fatte, dei percorsi presi o da intraprendere, ci parla di una difficoltà generale che non possiamo ignorare più.
Non è affatto semplice fermarsi perché in mezzo a tutte le intemperie possibili che la vita impone c'è pure la nostra fragilità, il dato più importante e quello più decisivo. C'è il nostro attaccamento, ci sono le nostre abitudini, le nostre convinzioni, le nostre dipendenze e ossessioni, tutte cose a cui siamo legati in un modo o nell'altro e che risulta difficoltoso  affrontare e/o cambiare, ma in qualche modo questa revisione la dobbiamo a noi stessi.

Stavolta non scrivo per me, per fortuna sono abbastanza tranquilla di questi tempi nonostante certi grossi cambiamenti, ma scrivo per comprensione ed empatia nei confronti di una difficoltà che ho dovuto guardare dritta negli occhi per molto tempo anche io, che mi ha spaventata a morte ma che poi mi è servita, con tutto quello che ha comportato e portato con sé. Buona fortuna.

Comments

  1. Questa tua opera, se ero bambino, mi avrebbe spaventato e attratto allo stesso tempo.
    Parlando del post, è vero che ci sono dei segnali che non dobbiamo ignorare, forse vogliono dirci che per la partenza bisogna portarsi dietro qualcosa...

    Moz-

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    1. Come mai? Ti va di spiegarmi?
      La vita è stupenda perché tutto quello che ti mette davanti lo puoi interpretare in diversi modi, ma la tua ‘coscienza’ o sensibilità sa sempre riconoscere la via giusta, sa sempre cosa non va e ascoltarla non è facile per tutta una serie di motivi per cui ci imponiamo di rimanere fissi almeno per quello che posso raccontare dalla mia esperienza ^^

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    2. Ma io infatti fino a poco fa sentivo di DOVER rimanere fisso. Non so perché. Ora sono pronto a muovermi.
      Quanto all'opera: ha colori che da caldi diventano freddi, nei capelli della creatura: queste cose mi hanno sempre spaventato ma affascinato. Sarei rimasto poi ore a interrogarmi sull'espressione del soggetto, che è indecifrabilmente preoccupata XD

      Moz-

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    3. È preoccupata perché si ritrova in mano qualcosa che non sa ancora nemmeno lei come gestire! xD
      Comunque ho capito perfettamente, ne parlavo con un’amica l’altra sera: ci sono delle cose che dentro di noi devono compiere dei cicli vitali autonomi e solo quando esauriscono il proprio corso si trasformano in altro, come la stasi nel movimento o il movimento nella stasi!

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  2. Bisogna empatizzare con il mondo attorno, anche quando il mondo attorno sembra che ti stia strappando la vita da dosso. Come mi pare in parte cerchi di rapportarsi la figura del tuo quadro, o sbaglio?

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    1. In realtà nella mia intenzione originale il ‘fuoco’ della chioma rappresenterebbe la forza intrinseca della persona che però è ignara di emanarla o possederla (per questo è sulla schiena), mentre la sferetta rappresenta la sua anima che osserva con riguardo perché in qualche modo sente di doversi proteggere. Certe volte ci sentiamo o almeno mi sono sentita così: incapace di vedere e valutare tutta la forza che avevo per reagire ad una situazione... e per vederla ce ne è voluto!xD

      Comunque l’interpretazione è sempre libera anzi mi piace che ognuno veda quello che sente!

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  3. Spesso dentro ognuno di noi si nasconde la soluzione di ogni problema.
    Serena domenica.

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    1. Esattamente, dovremmo avere solo la pazienza di vederla.
      Buona serata!

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  4. Mi ricorda adesso, immaginando che la sfera (anima?) sia legata al collo da una collana, la canzone di Caparezza "La caduta di Atlante", in cui Zeus gli regala la Terra, appunto, come ciondolo di cui avere cura, che però si ingigantisce fino a schiacciarlo.

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    1. Ciao Marco e benvenuto! Conosco la canzone a cui ti riferisci (tutto l’album è davvero bello) e mi fa piacere tu abbia trovato questa connessione fra l’altro molto aderente! Grazie per averla condivisa!

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