Devotion and Will.

Alessia H.V., 'Devotion and will', pencil on paper, 2015.

Salve a tutti.
Questo post nasce dalla voglia di raccontare di una rottura, una rottura che è partita qualche mese fa e che si è ripresentata inaspettatamente questa sera.
L'attività del blog ha avuto un brusco rallentamento perché la mia incapacità di gestirlo, di gestire emotivamente i rapporti che avevo creato con tutti coloro che passavano da qui aveva creato e consolidato un qualcosa di malato che mi ha portata lentamente a distaccarmi dalle cose a cui tenevo di più, ovvero la persona con cui vivo. Non era tanto un distacco emotivo o sentimentale quanto più la totale incapacità di ascoltarlo e comprenderlo per come ero riuscita a fare negli anni precedenti.
Poi questo meccanismo è esploso emi ha portata a scontarmi diverse volte con lui per le più stupide attività quotidiane, in un primo momento pensavo di non essere la diretta responsabile di quello che stava accadendo e rispondevo ad ogni problema con un pianto, un abbraccio ed un sorriso consolatorio, poi quando mi si è riversato tutto addosso dopo una tremenda e difficile discussione ho cominciato a rendermi conto che la persona che aveva agito per un anno e passa non ero più io. Avevo dimenticato tutto, avevo dimenticato quante cose avevo e potevo condividere con il mio compagno, avevo dimenticato di ascoltarlo, di sentirlo, di vederlo. avevo dimenticato tutto. E' stato terribile doversi ritrovare a 27 anni dopo 5 anni di tranquillità a non avere più un appiglio a cui appoggiarsi, a comprendere di avere distrutto tutto quello che di buono erto riuscita a costruire, è stato terribile,

ma se sto scrivendo questo post adesso è perché non ho voluto mollare, non mi sono voluta arrendere e ho sfidato me stessa ed il mio dannatissimo egocentrismo del cazzo, ci siete andati di mezzo voi e mi dispiace, ma era necessario, era necessario per cercare di ripartire da qualche punto. Sono stati messi molto difficili, i primi orrendi per ricostruire una presunta sanità mentale andata ormai a pezzi, però siamo stati insieme, siamo stati insieme e abbiamo cercato di ritrovarci, ho cercato di ritrovarlo soprattutto dentro di me. Stasera se scrivo questo post è perché abbiamo affrontato insieme un altro momento terribile, una paura sorda che mi prendeva ogni volta che dovevo tornare qui e provare a postare qualcosa, una paura che non mi permetteva di parlare più, non sapevo che fare, come fare e cosa dire, non volevo deludere lui ricadendo in processi senza fine e non volevo deludere me. Alla fine ho combinato ugualmente un danno perché ho esitato nel gestire questo timore, quando invece dovevo e potevo, devo e posso essere il più naturale possibile. A me piace questo posto ma voglio affrontalo con equilibrio, come un qualcosa di sano che possa accompagnarsi anche alla mia vita di ogni giorno.
In questo momento il mio compagno è accanto a me e sta giocando al pc, non aveva potuto farlo per una serata intera perché non era tranquillo, era traumatizzato da quello che era successo, spaventato, non lo avevo forse mai visto in questo modo, ma quando ne stavamo parlando nel letto immobili come due statue abbiamo cercato, anzi ha proposto proprio lui di venire qui e fare questo post, per provare ad esorcizzare e sputare fuori questo demone che forse non mi aveva mai lasciata e che mi stava mangiando ancora.
In questo momento sono un po' spaventata anche io per questa apertura totale e perché nonostante le mie intenzioni, le promesse e la volontà, ho paura di fallire di nuovo e buttare tutto all'aria ed è una cosa che non voglio fare assolutamente, mi sento un attimo anche svuotata perché non so mai quale sia il confine fra quello che dico e quello che penso, è una paura che negli ultimi mesi mi ha massacrato il cervello, come se mi fermassi sempre un minuto prima di potermi liberare o smascherare, non so cosa mi sta succedendo ancora adesso, non ho più la certezza di nulla ed è stato un colpo pesantissimo da affrontare, però io ce la voglio fare, ce la posso fare. Ho paura, ho paura di me stessa ma so lui accanto è fondamentale, lui mi ha tirata fuori da tante cose, mi ha tirata fuori dalla stupidità, dal sentimento di inappartenenza a tutto, mi ha fatta sentire una persona che può essere capita e che può capire, io sono sbadata, sono svampita a volte ma non sono cattiva, lo sono stata a volte ma ho scelto la via del riscatto, ho scelto la via del provare ad essere migliore, per me e per lui. Adesso io non so cosa sono, ma ho fatto una scelta precisa che voglio portare avanti, sono in un vortice mi fa male la testa ma quando penso a mente lucida so che è molto meglio adesso che qualche mese fa, io non sono più quella di prima. quella che conoscevate è morta, non esisto più come qualche mese fa, adesso esisto in modo diverso, sono più sveglia, sono viva anche se ho momenti di difficoltà.
In questi mesi fra l'altro a lui sono successe diverse cose che riguardavano degli amici che siamo stati costretti ad abbandonare, in un caso specifico mi sono sentita una merda, come se tutto quello che stava accadendo a quel ragazzo mi si riflettesse contro, mi sono detta che mi stavo rifugiando in una fortezza di cristallo di certezze inconsistente ma mentre scrivo sento che quelle paure non avevano un corpo reale, è stato il mio ego a creare tutto questi problemi ed il fatto che io non sia totalmente capace di gestirlo. nelle donne è complicato forse più che negli uomini perché le donne hanno una vita ormonale molto particolare e quasi ogni loro gesto è governato da una carica ormonale ed istintuale che non so se sia la stessa presente negli uomini.
Io ho difficoltà a creare rapporti stabili con le donne, dopo un po' mi creano fastidio e disequilibrio perché pur essendo anche io tale non comprendo certi loro atteggiamenti, con gli uomini o fra loro stesse,però nemmeno in me il confine è così netto. ragazzi quest'anno passerà alla storia come l'anno più difficile che abbia mai affrontato però ne sono felice, arriva un'età in cui non è più possibile andare avanti con gli stessi equilibri 'dell'innocenza', in qualsiasi modo la si intenda e bisogna provare a trovare soluzioni differenti.
Io non ci capisco un cazzo di niente, sono la persona più confusa del pianeta ma nonostante questa paura da drogata che mi perseguita io ci sto provando e ci proverò ancora e sempre. Forse dovrei tornare a casa, forse dovrei fare un'altra strada e credetemi che scrivere queste cose mi uccide, ma io non voglio. Sto andando contro me stessa o per lo meno contro quello che avrei naturalmente fatto fino a qualche mese fa, forse mi sto aggrappando a questa cosa, non so, non mi sento più di escludere nessuna  ipotesi, questa notte discutendo con Cà ho proprio imparato questo, che non bisogna mai escludere nessuna possibilità, ma allora cosa è che mi tiene qua? Lui. Non non siamo 'compagni' o 'innamorati', noi semplicemente ci vogliamo bene, siamo come due amici che però provano un affetto sincero e reciproco; io potrei vivere senza di lui, so per certo che io ce la farei sempre a tirarmi fuori qualcosa dal cappello, ma perché dovrei farlo? Ho avuto paura in questi mesi perché si era rotta questa confidenza che avevamo, si è spaccata giorno per giorno fino a renderci due estranei quasi, ma ci sono cose che non posso spiegare scrivendo, sono momenti duri da affrontare, cose che non si possono classificare o capire, ho slanci di forza incredibile e di mollezza incontrastata, al momento sono anche molto stanca e non sto capendo niente. Parlo sempre molto di me, come se fossi un soggetto importante, un po' perché cerco di analizzarmi un po' per ego e devo stare attenta a gestirlo. Ho sonno, mi sento un po' più sollevata.
Il fatto è che quello che è successo questa sera è stato particolare, ho trasmesso tutto il malessere alla persona che mi sta accanto e questo lo ha fatto stare molto male e non è una cosa che deve o può più accadere. Aveva ragione lui anche questa volta. non posso vivere tutto dentro la mia testa ho bisogno di sfogare, di lanciare fuori queste cose non posso consegnarvi un disegno come compito in classe settimanale e pretendere che voi entriate immediatamente in connessione con me o con le motivazioni dietro ai disegni, e nemmeno posso farvi vedere roba senza senso fatta per rispettare le scadenze. basta non voglio più questa cosa, mi ero ripromessa di non farlo e l'ho fatto. non voglio fare le cose senza sapere il perché di quello che sto facendo, uffa, è stressante da portare avanti.
Non ho molte risposte stasera, però ci sto provando, lui stasera ha detto una frase che si riferiva la fatto che per ricostruirsi gli bastava distruggere tutto, ma non voleva, ecco la stessa cosa è per me.
Nelle nostre diversità noi siamo uguali, abbiamo avuto diverse vite ma crediamo nella distruzione che porta alla rinascita, alla potenza catartica dell'abbandono ma evidentemente siamo legati l'uno all'altra, c'è un qualcosa che va oltre tutto e che non è l'amore, è la capacità di comprenderci. In questa cosa io ci credo e anche se dovessimo vivere in due posti diversi - come lui stasera mi ha anche proposto - so che questo legame non verrebbe a mancare mai, certo a me piace stare accanto a lui e mi farebbe un po' male forse ma è vero anche che si può stare vicini anche con la mente!

Comments

  1. Momenti difficili possono capitare. L'importante è che li affronti senza lasciarti travolgere. Vedrai che pian piano ritroverai la strada :-)

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  2. Sorrisi e pianti sono parti fondamentali della nostra vita. Nell'attraversarla dobbiamo tenere in conto che le relazioni seppur tra tutti gli elementi siano i più complessi, sono anche necessari come l'aria che respiriamo. Se potessi permettermi di farlo ti consiglieri di concentrarti sulle cose che contano (e tenere a mente che la blogosfera, in fondo, è solo un divertissement...).

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  3. Grazie ad entrambi. :)
    Non è facile raccapezzarsi con esattezza quando succedono di queste cose ed avevo anche la necessità di sfogare un po' tutto questo tumulto. Sicuramente il blog è una cosa esterna, ma può servirmi al meglio se riesco ad utilizzarlo per uscire fuori certe cose.

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  4. Tutti hanno paura.. nella nostra piccola esistenza c'è sempre il timore di perdersi, di non farcela, di non capire in che modo siamo finiti dove siamo.. ma l'essere umano può mutare e adattarsi e reinventarsi.
    Non ti conosco molto bene a parte i lavori sul blog, ma so che ami tante cose e puoi trovare il modo migliore di viverle.

    Sono contenta che chi ti è accanto possa comprenderti.. è un tesoro prezioso avere una persona che vive nel nostro stesso luogo e tempo, quindi spero che riuscirai sempre a considerare l'importanza di te e lui qui e adesso!

    Baci! ;)

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  5. Cara Alessia, ti capisco in pieno, pure io sto affrontando una fase di grossi cambiamenti, e non ti nascondo di provare un poco di paura per questo. Tra parentesi questi cambiamenti potrebbero portare un rallentamento anche per Nocturnia.
    Comunque ti dico che hai fatto bene a mollare la cose meno importanti per pensare alla tua vita e al tuo compagno, la cosa più importante è stata quella di ritrovare te stessa ed il tuo affetto per il tuo ragazzo.
    Ti mando un enorme abbraccio per entrambi.

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  6. Alessia, eccoti finalmente.
    Un periodo non facile, vedo. Guarda, il tutto sta nel ritrovare l'equilibrio... lo so, non è facile, ma è l'unico modo.
    Hai fatto bene a lasciare ciò che non era priorità; è il primo passo per ricostruire senza distruggere del tutto.

    Moz-

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  7. Ti capisco benissimo.
    Negli ultimi mesi ho passato situazioni simili, con angosce e morti interne...
    Alla fine ho capito che è inevitabile fare scelte. Una volta fatte non bisogna avere rimpianti.
    Ti sono vicino e ti dico quello che mi ha detto un saggio: "Avanti, Sempre e Comunque!"

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  8. Hai fatto bene a parlarne con lui, a fare dei cambiamenti, a lasciare il blog in sospeso e poi a sfogare tutto. Se non stai bene con te stessa non può andare bene nulla.
    Ti abbraccio forte e spero che da qui in avanti vada tutto per il meglio!

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