Cenni sulle festività agatine

In questi giorni, in quel di Catania, oltre a passeggiare per le strade il Carnevale, cominciano i festeggiamenti in onore della Santa patrona della città: Sant'Agata.
Sicuramente, molti di voi ne avranno sentito parlare almeno una volta nella vita, dato che viene proclamata come una delle feste patronali più imponenti ed importanti del mondo, capace di richiamare genti dai cinque continenti, le quali rimangono strabiliate dall'esuberante calore dei devoti... o almeno questo è quello che solitamente si racconta ai bambini quando, ancora alle elementari, cominciano a capire un po' cosa li circonda, con il tentativo di incuriosirli e spingerli a provare una sorta di affetto misto a cristiano rispetto per la santa.
Effettivamente, se una cosa rimane da quei ricordi d'infanzia è proprio quel sentimento di affetto e compassione verso una donna che, secondo la storia narrata, ebbe subito diverse torture a causa del suo amore verso Cristo che ostacolava le volontà terrene di un procuratore romano infatuato della giovane. Della festa vera e propria, invece, salvo per chi conservi ancora una forma alta di devozione o di patriottismo cittadino, è più spesso del fastidio e del disagio che si parla, piuttosto che della grandiosità, ma questa è storia che appartiene a qualsiasi incombenza ricorra periodicamente sempre uguale a se stessa, un po' come il Natale sul quale grava lo spettro del consumismo.

La festività si articola in tre momenti differenti, distribuiti nell'arco di tre giornate: 3, 4 e 5 febbraio.
Il primo giorno, ovvero oggi, la mattina esce dal Palazzo degli Elefanti, sede del Comune, la carrozza del Senato che sfila per la via Etnea con una corteo di uomini e donne vestite in stile settecentesco se non erro, ma, a dire la verità, non ho mai preso parte a questa manifestazione, quindi non saprei riportare con certezza delle notizie in merito (fra l'altro, essendo la manifestazione meno 'religiosa' è anche quella che, più spesso, viene messa in secondo piano).
Il secondo giorno, invece, ovvero domani, comincia le vera e propria festività con la presentazione della Santa ai cittadini, celebrata con la messa dell'aurora, una liturgia particolarmente sentita dai cittadini e svolta alle prime ore del mattino. La Santa, solitamente, viene custodita in una cappella speciale ubicata nell'abside destra della cattedrale, ben protetta da una imponente inferriata ed internamente decorata con stucchi dorati, ma il busto della Santa, forse più prezioso di tutti i tesori cittadini messi insieme, è ulteriormente posizionato dentro un'apposita nicchia, che lo nasconde alla vista dei fedeli e dei turisti. Durante l'arco della giornata, poi,  comincia il primo giro, detto 'esterno', della santa per le vie della città, in attesa dei maggiori festeggiamenti di giorno 5.
Nel pomeriggio di questo giorno, infatti, comincia la sfilata delle candelore e, 'poco più tardi', finalmente, si palesa il pesante fercolo sostenuto a spalla e trainato da un poderoso cordone mosso esclusivamente da devoti e ha inizio, anche se con molta lentezza solitamente, il giro della Santa salutato dall'esplodere dei fuochi d'artificio, elemento immancabile delle festività agatine.
La processione si protrae fino al mattino seguente, attraversando alcune delle tappe focali dell'avvenimento, come il percorrimento in corsa della ripida salita di San Giuliano e la sosta innanzi al collegio delle suore di clausura che offrono il proprio canto di saluto alla santa, fino, poi, al ritorno in cattedrale, di molto ritardato negli ultimi anni per cause diverse.
Per ciò che concerne le candelore, posso dire che ognuna rappresenta una particolare 'fazione' delle arti cittadine (fornai, fruttivendoli, fiorai etc.), sono interamente fabbricate in legno dorato e sul fusto vi sono presenti delle decorazioni che raffigurano scene della via e del martirio di Agata.

Particolarità inerente a questa festa che sin da bambina mi colpiva poiché cambia la percezione delle città, è l'utilizzo della segatura che cosparge le strade dove i devoti attendono il passaggio della santa. Questo avviene per evitare che le strade diventino scivolose a causa della cera che cola dai lunghi ceri di diversi diametri che alcuni devoti tengono accanto a sé, sia per offrirli alla santa che per effetto scenografico. Poi, fa sempre un certo effetto vedere una moltitudine di persone che affollano le strade chi per devozione sentita, chi presunta, chi solo per esserci e chi per mera curiosità folkloristica, insomma, diverse sono le ragioni che attraggono i cittadini per le vie del centro o che, al contrario, li respingono (come, appunto, questa eccessiva confusione che quasi non permette di respirare).
Se devo essere sincera, però, non sono molto ferrata in materia di scansione esatta delle tappe dei vari giri, né posso essere più dettagliata di così, a meno che non debba mettermi a fare un lavoro preciso di ricerca e di archivio per presentarvi una relazione più completa, ma non è ciò che mi interessa fare in questa sede, anche perché risulterebbe una polpa trita e ritrita di nozioni! Ciò che invece posseggo come informazione/curiosità, è che la festività agatina pare essere stata ricalcata sulla base della antiche festività della dea Cerere o, addirittura, Iside, segno di una continuità forte con il passato pagano della città, ma di cui vi parlerò in seguito.

Ho voluto semplicemente, con questo post, informarvi di una realtà locale che fa parlare di sé ed ho colto l'occasione per presentarvela brevemente, però, a mia discolpa, ho trovato un link che può soddisfare maggiormente le vostre curiosità sulle cose di cui vi ho accennato e su diverse altre:

- La festa di Sant'Agata

Spero di non avervi annoiati, a presto!

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