Sicilianità Letteraria I

Prima di entrare nel vivo del percorso più strettamente legato all'attività artistica in cui sto tentando di barcarmenarmi, vorrei presentarvi quelle che ne sono state le inconsce premesse. 
Come vi accennavo nel post precedente, l'occasione mi è stata fornita direttamente dall'università, strano a dirsi, visto che fino a qualche anno fa mi lamentavo di qualsiasi cosa fosse inerente ad essa! In questo caso, però, è stata davvero molto utile, non necessariamente ai fini di ciò che ne è nato pian piano, piuttosto per un'esperienza che mi ha dato modo di sperimentare, dato che di questo si parla, anche se si tratta soltanto della "semplice" lettura di alcuni romanzi. Ma bando alle ciance e procediamo!

Il programma era stato creato appositamente dalla prof di Letteratura Italiana per chi, come me, affonda ancora nei meandri del vecchio ordinamento e da ciò è derivata la mia fortuna! Tal programma, infatti, elideva completamente quella che è la solita costituzione della materia, concentrandosi soltanto su autori locali di cui l'unico esponente più noto risultava essere Luigi Pirandello.
Quest'ultimo veniva esaminato secondo la produzione letteraria teatrale in dialetto e la corrispondenza con uno dei figli, incluso nel programma come autore a sé stante, rispondente al nome di Stefano Pirandello. 
Nonostante le reiterate e premature lamentele sulla 'sconosciutezza' di costui, devo ammettere di essere rimasta totalmente senza parole non solo dalla sua produzione teatrale, talmente ricca di vita che qualsiasi descrizione non riuscirebbe a farne percepire l'intensità, ma anche dal suo unico romanzo incluso nel programma e curato dalla prof (come tutti gli altri!): Timor Sacro.
Questo romanzo è veramente un insieme di suggestioni di qualsiasi tipo che si accavallano fra loro e si inscrivono nel più esteso ambito della biografia dell'autore: dal problema letterario della creazione di una storia che dovrebbe emulare e consacrare la realtà e che finisce per scontrarsi con la fantasia autorale che preme per esprimersi a proprio piacimento, ai problemi del rapporto con il padre/madre, figura presente nella vita di Stefano uomo tanto quanto in Stefano autore/personaggio. Forse il meno siciliano dei romanzi in programma, ma meritevole di menzione poiché strettamente collegato alle tematiche dell'attività teatrale. In questa produzione, infatti, si ritrovano i  problemi di convivenza fra padre e figli, uniti spesso da un profondo e affettuoso legame intralciato dall'esuberanza di una personalità sull'altra e da forti incomprensioni e disguidi. Il teatro di Stefano è diverso da quello di Luigi, il quale si dimostra più attento alle particolarità locali, all'utilizzo del dialetto come acutissima ricerca di un'espressione autentica e quanto mai viva, più siciliano del figlio nella descrizione di fatti e situazioni che descrivono una realtà isolana radicata in un sistema di valori comportamentali messi continuamente in discussione dall'umorismo, dal sarcasmo, dal gioco linguistico che  incarta i semplici sedicenti dotti.
Luigi ha la capacità di ritrarre modi e luoghi del siciliano, di tratteggiare personaggi che potrebbero incontrarsi nel quotidiano odierno, rintracciabili, forse, con un maggiore sforzo fantasioso da parte di chi siciliano non è, in quanto, per indole, i siciliani tendono a possedere la dote di una visione smaliziata, disincantata e quantomai sarcastica, molto spesso amara, della realtà che li porta a vedere e vivere i personaggi pirandelliani. Stefano, invece, rimane più sospeso in una dimensione strettamente personale,  delineando figure appartenenti ad un'altra parentesi della letterarietà e delle quali si percepisce una forte nobiltà d'animo, in certi casi quasi epica; dote, questa, capace di renderlo universale e grande tanto quanto il rinomato padre. Insomma, una lettura consigliatissima, seppure non sempre agile e scorrevole nel caso di Timor Sacro, ma che farà volare insieme a L'Innocenza di Coriolano o Icaro.


Non volendo dilungarmi in un discorso che rischierebbe di diventare eccessivamente barboso e chilometrico, mi propongo di continuare in post successivi questo argomento!
A presto!

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