In viaggio con me: Io e la città.

Quando vedete un mio disegno talvolta vi vengono in mente dei riferimenti 'alti' dell'arte, la qual cosa mi rende felice ma al contempo mi ha portata a riflettere sull'effettiva corrispondenza di queste influenze.
Per una certa parte è indubbio che sia così, ma per un'altra molto più intima ed ancestrale c'è un altro humus da cui scavo fuori le idee e le immagini: il mio stesso vissuto, l'ambiente in cui sono cresciuta con tutte le sue sporgenze culturali e folkloristiche, le sue forme.
Ho deciso di cominciare questo viaggio per farvi conoscere tutte queste cose, a poco a poco, sperando che vi interessino, quindi mettetevi seduti, datemi la mano e... si parte!


Alessia H.V., 'Katane', watercolour on paper, 2015.

Sono cresciuta in una via che porta il nome del poeta vate ed in una zona della città la cui gran parte è stata sicuramente edificata nel primo trentennio del '900; con questo inizio sembra io stia facendo un'apologia politica ma state tranquilli: non è così, si tratta di un modo che ho pensato per introdurvi negli anni della mia infanzia e prima giovinezza, nel ricordo delle strade che ho percorso e veduto per talmente tanto tempo da incastonarsi come diamanti nella memoria e nella immaginazione.
Eh sì, perché proprio di questo voglio parlarvi, del fatto che le forme di quel tipo di architettura, sia essa esplicitamente liberty o più condizionata dalle volontà di regime, hanno lasciato in me un profondo segno che probabilmente caratterizza la geometrizzazione stessa che apporto in alcuni dei miei disegni.

Esco, fra l'altro, da un periodo di studi su Calvino (la tesi di laurea) e la recentissima lettura de 'Le città invisibili' in cui viene rimarcato profondamente un concetto chiave della visione calviniana dei luoghi, ovvero la percezione degli stessi.
La Catania del mio quartiere è una città dai tetti bassi e le strade larghe invase dalla luce del sole, una città fatta di linee dritte, di richiami eleganti e classici ripuliti degli orpelli e piuttosto regolari e squadrati, è il quartiere che porta al mare e quello in cui si trova il palazzo di Giustizia, un casermone che con la sua imponente statua della Giustizia mi ha sempre vocato un senso di profondo rispetto e di ordine.
Ma Catania non è solo questo, Catania è una città dalle architetture ibride (sepolta e ricostruita sette volte dicono le leggende) e basta spostarsi di qualche centinaio di metri per trovarsi nel centro pullulante di barocco settecentesco (opera del Vaccarini a seguito della ricostruzione post 1693), nelle meraviglie della pietra lavica che adorna chiese, palazzi, strade cui si incastona il più remoto passato in un continuo rapporto di scambio di cui ancora la città, nei costumi, ne risente: sotto il Duomo si trovano le Terme Achilleane, il Duomo stesso è fuso fra una parte absidale normanna 'sopravvissuta' e un corpo settecentesco, in piazza Stesicoro di fronte al Bellini adornato da piccioni ci sono le rovine di quella che noi chiamiamo 'Catania vecchia', ovvero un anfiteatro romano, poco più su, spostandosi verso quella che fu l'Acropoli della città, si trovano immersi della confusione dei quartieri più vecchi e malandati l'Odeon (il teatro romano) e alcuni resti delle mura di cinta medievali sulle quali è stata praticamente edificata una intera via (via del Plebiscito) fino ad arrivare da un lato al Monastero Benedettino dove si trovano le facoltà umanistiche della città e dall'altro il Castello Ursino, segno del passaggio dei casati di Svevia.

Questo concerto di forme armoniche e dissonanti insieme mi ha sempre fatto sentire in totale fusione con la città: l'ordine, il calore, il candore ed il rigore delle forme novecentesche unito insieme alle voluttà di una Catania antica, romantica e terribilmente scura, da romanzo verghiano, per poi di nuovo tuffarsi nelle vestigia di un passato che comunque ci appartiene, a noi catanesi. 
E dopo tutto questo il mare, quell'orizzonte lontano e azzurro, di viaggiatori e pescatori, ma con alle spalle l'Etna, la stella e l'orientamento, la vetta sicura che si erge sulla città e che da quasi ogni parte è possibile vedere.

Calvino in questo ci aveva visto giusto, aveva compreso quanto 'la percezione delle linee' di una città possa contribuire allo sviluppo di umori, di memorie e di un immaginario oltre che sempiterno, spesso è pure inesauribile.

Spero di non avervi annoiati con la prima parte del mio viaggio, quella basilare e fondamentale, quella da cui comincia tutto ciò che si propagherà nei post successivi; sembra anche un tentativo spontaneo e risorto di ricollegarmi con nuova linfa al tema originante del blog con una spinta ancora più personale, ed ancora più matura, più consapevole rispetto a quando ho mosso qui i miei primi passi.

Per un idea sul centro storico: un vecchio post

Grazie dell'attenzione e
A presto!

Comments

  1. Grazie a te Ale che ci fai partecipi della ricchezza che c'è dentro le tue origini. Bellissimo l'acquerello...non so perchè ma ci vedo dentro il tuo Etna?
    Un abbraccio e buon we <3

    ReplyDelete
    Replies
    1. Buon Weekend anche a te Fabiola!
      Grazie infinite per i complimenti, ci tenevo particolarmente a questo lavoro, sebbene sia semplice nelle forme! ^^ E mi fa solo piacere se ci vedi dentro la potenza dell'Etna!

      Un abbraccio!!

      Delete
  2. Si vede che sei innamorata della tua città, è bello leggere la descrizione che dai di Catania.

    ReplyDelete
    Replies
    1. Grazie Nick, sono felicissima di averti trasmesso questa sensazione! :D
      È un amore che si è sviluppato o meglio me ne sono resa conto con il tempo! ^^

      Delete
  3. Quanto amore esce da queste parole e dal disegno!!! Bellissimi!!!!
    Aspetto con ansia il seguito!
    Ciao!

    ReplyDelete
    Replies
    1. Grazie Patricia!
      So quanto sei sensibile quindi sento tutta la tua partecipazione: grazie di cuore!

      Delete
  4. Ora che ci penso non ho mai visto Catania...
    Nemmeno la Sicilia.... dovrei iniziare a viaggiare!

    ReplyDelete
    Replies
    1. Ahah! Ben neppure io ho viaggiato mai moltissimo, di tante città italiane non conosco nemmeno il nome! :°D

      Delete
  5. Annoiare? E' un autentico piacere vedere e sentir descrivere la Sicilia, un luogo magico, non abbastanza conosciuto da chi non è sicilianao.
    Cristiana

    ReplyDelete
    Replies
    1. Grazie Cristiana, sono felice tu abbia apprezzato questa mia idea e questo mio modo di farvene partecipi! ^_^

      Delete
  6. Si percepisce dalle tue parole l'amore che provi per la tua città natale. Personalmente adoro il liberty, e per quanto riguarda lo stile del ventennio, beh, il quartiere Eur è uno dei più belli di Roma. Ammettere che architettonicamente in quel ventennio hanno lavorato bene non significa mica approvare altre loro scelte che restano esecrabili.
    Il disegno quindi racconta un pezzo di Catania?

    ReplyDelete
    Replies
    1. Sì, racconta proprio la Catania della prima parte del post, quella ordinata, geometrica e soleggiata o almeno racconta la mia proiezione mentale di quelle forme! :D
      Mi trovi d'accordo, fra l'altro nelle Avanguardie stesse oltre alle esagerazioni 'forzate' dal contesto storico, esistono dei picchi immensi di bellezza!

      Ciao Ariano!

      Delete
  7. La Sicilia è una delle tre ragioni italiane che non ho ancora visitato. Grande vergogna.

    ReplyDelete
    Replies
    1. Aahah Obs, figurati! :D Come ho detto prima a Marco anche io non ho visto molte cose ma credo che l'importante sia più che la quantità la qualità dei ricordi e delle sensazioni che ciò che hai visto e visitato ti ha lasciato dentro! ^_^

      Delete
  8. Anch'io come Obs non ho mai visitato la Sicilia, ma neanche la Sardegna, l'Abruzzo, le Marche e il Molise. E il Piemonte l'ho visto solo di passaggio.
    Non hai per niente annoiato con la tua descrizione che dimostra per l'ennesima volta le tue grandi doti di scrittrice. Mentre il tuo disegno ha davvero molto dello stile del ventennio, anche il colore blu che riprende certa stampa monocromatica del periodo.
    Attendo la seconda puntata *_*

    ReplyDelete
    Replies
    1. Uhuh! *_*
      Spero allora di riuscire a pensarla bene, ho una scaletta da parte dove ho appuntato gli argomenti principali, ma come al solito mio nulla procede in modo troppo sistematico! :°D
      Grazie Ivano sia per i complimenti alla scrittura che al disegno stesso, ci ho lavorato con attenzione perché volevo dare proprio quel senso di cristallinità e di luce che ho impressi nei miei ricordi!

      Delete
  9. Di Catania ho visto solo stazione ed aeroporto.. lo so, faccio schifo.. ahahah!
    Non ho avuto occasione di visitarla.. prima o poi rimedierò!

    ReplyDelete
    Replies
    1. Con calma si può far tutto! :°D
      Io alla stazione ci sono stata ultimamente, me la ricordavo diversa e di sicuro è una zona piuttosto 'confusionaria' per essere gentili... un modo di presentarsi ineccepibile proprio! :°D

      Delete
  10. Sai cosa sarebbe figo? Accompagnare le descrizioni dei luoghi con i tuoi disegni, non una riproduzione fedele ma di come vedi tu quel determinato palazzo/paesaggio/quartiere ecc. Un lavorone vero? :D
    Conoscere la vita dell'artista (pittore,scultore, musicista, scrittore, regista, ecc) è sempre interessante, perché sapere da cosa viene ispirato significa entrare nel suo "mondo".
    Alla prossima puntata quindi ^^

    ReplyDelete
    Replies
    1. Un lavorone sì, ma non è detto che in un futuro e con più maturità io non possa intraprendere un progetto di questo tipo! Vedremo dove mi porteranno i piedi e la fantasia!
      Intanto qui cerco piano piano di fare delle rappresentazioni 'semplici' dei concetti che man mano voglio mostrarvi, da qualche parte si dovrà pure iniziare! :°D

      Grazie Michele, è stata un'idea improvvisa e naturale e spero di riuscire a portarla avanti in modo concreto!

      Delete
  11. Che bel post, mi hai fatto venire voglia di visitarla, Catania :P
    Interessante questa tua nuova rubrica, la seguirò con piacere!

    ReplyDelete
    Replies
    1. Ahah! Grazie Paola! *_*
      Io trovo la mia città bellissima, nonostante di difetti ne abbia 'assai' e mi fa piacere che vi sia arrivata questa sensazione di calore! :D
      Alla prossima!!

      Delete
  12. Ho una carissima amica di Catania, e da oggi penso che leggerò i tuoi post immaginando il suo stesso modo di parlare (che adoro ^_^). Prima o poi ci devo venire, è una città troppo bella, da visitare assolutamente.

    ReplyDelete
    Replies
    1. Spero lo farai!! *_*
      Il problema è che nonostante sia molto idealmente amata è veramente poco curata, da tutti: cittadini comuni ed esimii. Però si muove sempre! ^_^

      Delete
  13. Questo post è bellissimo *__* Mi è sembrato di respirare almeno un po' dell'aria della tua bella città!
    L'acquerello è davvero poetico ed evocativo!
    Ciao Alessia, attendo sviluppi ^^
    Un abbraccio!!!

    ReplyDelete
    Replies
    1. Grazie Glò! *_*
      Mi fa piacere tu abbia apprezzato anche l'acquerello perché veramente volevo arrivasse una determinata sensazione e anche se è passato leggermente in secondo piano rispetto al post ne è una parte assolutamente integrante!

      Un salutissimo!

      Delete
    2. Penso che tu sia riuscita a rappresentare Catania così come l'hai descritta a parole, nella tua opera: io ci ho letto la commistione del classico e del rigore dello stile di regime con il brio delle "fasi di mezzo" (si sa che son disturbata ormai, vero? ;) )

      Delete
    3. Non sei disturbata Glò: hai sensibilità! ^_^
      Grazie tante! ç_ç

      Delete
  14. Con Catania è difficile fare un confronto... Moncalieri è una città di origine medievale, il suo edificio più antico (Castelvecchio) èè solo dell'anno 1000.

    ReplyDelete
    Replies
    1. Ehh caro mio, differenti luoghi e differente storia! :D
      Il bello dell'Italia è questo: in un paese unificato - a forza o meno in base a come la si pensa sull'argomento! - ci sono realtà non solo storiche, ma anche architettoniche differenti, e questo dipende da tantissimi fattori. Però mi piacerebbe saperne di più, il Medioevo ha il suo fascino e l'ho respirato per le strade di Firenze che si dica quel che si vuole, ha quella struttura urbana peculiare di vie strette e palazzi che quasi occludono il cielo!

      Delete
    2. Beh, posso linkarti questo mio post di tempo fa, così puoi avere un'idea del centro storico medievale di Moncalieri:
      https://plus.google.com/u/0/102810293123229452162/videos?pid=6078283268664176914&oid=102810293123229452162

      Delete
    3. Grazie Marco! :D Appena posso me lo guardo!
      Avevo visto un'immagine di sfuggita mentre cercavo su Wikipedia per accertarmi dove si trovasse (io e la geografia ç_ç)!

      Delete
  15. Certo che il posto in cui vivi e sei vissuta contamina e traspare nelle linee geometriche dei tuoi disegni... ogni "roba d'arte" traspare il tempo e il luogo e ha u contesto... e il creatore esalta o denuncia o astrae... :)

    ReplyDelete
    Replies
    1. In poche parole sì, ma rendersene conto è una specie di piccolo shock! :°D
      Grazie Lolita! *_*
      Ciau!

      Delete

Post a Comment

Feel free to leave a comment here, sorry for captcha btw!

Popular Posts