[Degli sposi e le promesse!]

Ieri notte ho finalmente ultimato la lettura de I promessi sposi!
Dico finalmente non perché mi sia risultata pesante l'impresa, ma perché in questi ultimi mesi ho avuto poco tempo da dedicare alle letture di piacere causa impegni universitari; fra una cosa ed un'altra, però, ce l'ho fatta e anche con un sottile e continuo piacere!
Renzo e Lucia - dal web
Rispetto a ciò che solitamente si dice riguardo al povero Manzoni, trovo che quest'opera non sia così pedantemente pesante come ai licei solitamente danno ad intendere, anche se questo approccio deriva da una particolare prospettiva di lettura che mi è spontaneamente aperta negli ultimi anni: ovvero non considerare le opere secondo la critica ufficiale, ma assaporarle al gusto della propria prospettiva personale.
Ed è così che io in Manzoni ci ho trovato simpatia, divertimento per la scrittura, osservazione lucida dei moti d'animo del popolo, comunicazione. E la Provvidenza?
Beh, a mio modesto parere la Provvidenza è soltanto uno scheletro cui ogni tanto si fa riferimento, non ho letto un Manzoni così tanto coinvolto da questo piano divino sopra le teste di Renzo e Lucia e la presenza di Fra' Cristoforo o di Federico Borromeo non contraddice ciò che affermo. I mutamenti d'animo dell'innominato, la tempra remissiva di Lucia e il suo ingenuo e popolare attaccamento alla fede sono come tutte le altre espressioni descritte all'interno del racconto delle componenti totalmente umane, e sottolineerei questa parola. Ciò che muove la vicenda è la volontà di Renzo, quella di Don Rodrigo, la non volontà di Don Abbondio, soprattutto il primo dimostra fino alla fine (che personalmente ho rintracciato a ben due capitoli dall'epilogo effettivo) il suo radicarsi profondamente nella propria umanità, umanità di pensieri, di ragioni, di fastidii, di soluzioni.
La religione è una forma di consolazione, una speranza che qualcuno possa sistemare tutto dall'alto, ma a parte le casualità che fanno parte della vita e che giovavano alla storia (come l'essere passati indenni dall'epidemia di peste), tutto il resto è mosso dagli stessi uomini: dal sentimento di umanità, inteso nel modo più bonario possibile, come probabilmente Manzoni sperava che fosse.

Dovevo metterla per forza!
Il mio Manzoni è questo, dopo la lettura.
Un Manzoni piacevole, un Manzoni sveglio a cui ho guardato con profonda e sincera simpatia, forse Lucia non ha goduto di tutta questa benevolenza, le ho preferito Renzo o la fantastica Agnese o ancora l'innominato e la monaca di Monza, personaggi che sprigionano, tutti, la loro profondissima essenza umana.

A presto! :D

Comments

  1. Io ho DOVUTO leggerlo a scuola e l'ho odiato.. non riesco a farmelo piacere.
    Ho dovuto leggere anche altre opere a scuola ma "I promessi sposi" è l'unica che mi è rimasta sul groppone.. :s

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    1. Ahaha! Capisco benissimo! :D
      Anche una ragazza che conosco ha dovuto leggerlo per la scuola e ti assicuro che è il modo più sbagliato per approcciarsi a quest'opera per diversi motivi: è un librone che scoraggia le volontà già solo a guardasi, sei costretto a studiare prima tutta le serie di sfortune manzoniane propinate in qualsiasi modo e maniera, ti scassano la testa con la storia della provvidenza come se non ci fosse nient'altro e poi: è un classico, un classico, un classico, un testo fondamentale della letteratura italiana e bla bla bla bla bla, Manzoni, la lingua, le unità aristoteliche, il romanzo storico... arghhh! Tutte sovrastrutture che impediscono un sereno approccio da parte di persone che vorrebbero magari soltanto leggere un libro! :°D

      Ha delle difficoltà oggettive che possono appesantire (come le parti di ricostruzione storica e certe descrizioni), per questo è importante, secondo me, che venga posto in modo più leggero a chi ci si vuole avvicinare!
      Poi è anche una questione di gusti, io ho ricominciato a leggerlo dopo averne letti otto capitoli per la scuola ormai mille anni fa, proprio perché mi ricordavo di una sorta di ironia che aleggiava in certi tratti e che mi aveva fatto simpatia! Mi ha condotto questa sensazione a riprenderlo! :D

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  2. I promessi sposi è sicuramente un testo da rivalutare, e l'obbligo di lettura scolastica è altrettanto certamente la causa principale per cui molte persone lo associano all'odio fin nel dna! Personalmente, mi piace molto la prima parte e apprezzo le lunghe ma più che motivate digressioni su Padre Cristoforo, sulla monaca di Monza e sull'Innominato, così come lo spazio dedicato alla peste (un topos che affonda le proprie radici nell'antichità, proprio nella forma in cui lo interpreta Manzoni); mi affascina pensare a Manzoni che scriveva questo romanzo ambientato nel Seicento pensando però alle disgrazie del popolo italiano nell'Ottocento. E, tuttavia, la sua prosa è pesante, Lucia è uno dei personaggi peggiori di tutta la letteratura e trovo che la morale religiosa sia fin troppo presente, ma forse perché soffro in modo particolare questo genere di dissertazioni. Insomma, salverei il romanzo per tanti motivi, nonostante queste pecche...dobbiamo pensare che Manzoni era pur sempre un intellettuale italiano del XIX secolo! ps. Bellissimo il riferimento ai Promessi paperi, altra lettura che abbiamo in comune! :D

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    1. Intanto ti ringrazio del commento e per essere passata di qua! :D
      Riguardo Lucia non so se sia proprio il peggiore perché non ho una conoscenza letteraria così vasta, però posso confermare l'insofferenza nei suoi confronti, probabilmente causata dell'eccessiva mollezza caratteriale!
      La morale religiosa io l'ho vista sin da subito, come dici tu, come una contingenza culturale manzoniana associata anche ad un particolare rapporto personale dell'autore con la fede, quindi ne ho visto da subito un altro aspetto: la forzatura del suo inserimento che, però, viene ben camuffata dal fatto che la cultura del Seicento penso fosse ancora più radicale (soprattutto in tempo di peste) in merito alla religione rispetto a quella contemporanea a Manzoni e di conseguenza rientra nella 'storicità' o nell'intenzione storica dell'opera!

      Le parti relative alla Provvidenza sono forzatissime, quelle sì, e testimoniano, secondo me, proprio lo scarto che provava Manzoni: voleva credere, lo voleva fare per cultura e per 'dovere morale', ma non credeva per nulla in niente di ciò che scriveva in merito e lo si vede da come ragiona Renzo o da come è rappresentato Don Abbondio o dalla sua coscienza lucidissima sulla natura popolare!

      Mi viene un po' difficile da spiegare, ma spero si capisca ugualmente! :D

      I Promessi Paperi ancora non li ho letti, ma sono lì dietro l'angolo ad aspettarmi! Ho messo l'immagine perché ne facevano spesso la pubblicità e mi faceva sempre tantissima simpatia! :°D

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    2. Seguo volentieri i tuoi post, e da questo commento non potevo astenermi. :) Come scrivi tu, il concetto della provvidenza (il sugo di tutta la storia, come viene definito dall'autore), è evidentemente un'idea con cui Manzoni si rapporta in maniera incerta: preferisco di gran lunga la morale più dura che, in questo senso, trasuda dalle tragedie (che non ho letto interamente, ma che mi presentano un Manzoni a me più congeniale). Quando, il secondo anno di liceo, fui costretta a rapportarmi con I promessi sposi, la mia insegnante, che non faceva mistero di disprezzare il caro Alessandro fin nelle viscere, ci fece leggere un libello che parodiava la storia: allora non ne capii nulla (non avendo una visione d'insieme del romanzo), ma ora potrebbe essere il caso di riprenderlo in mano! :D

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    3. Può darsi!! La mia era molto appassionata invece, sebbene non ci avesse costretti a leggerlo tutto ma solo i primi otto capitoli! Forse per questo non ne ho avuto un cattivo ricordo! :D

      Delle tragedie ho letto l'Adelchi (bellissima!), mi manca Il conte di Carmagnola e vorrei tanto leggere Storia della colonna infame!

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  3. Ciao. Forse se si conoscono I Promessi Sposi così, dovrebbe essere una gioia ricordare le vicende: http://www.youtube.com/watch?v=c9CxZnsbY04
    sai che avevo ancora nel blogroll l'altro tuo blog? L'hai abbandonato?

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    1. Yep! :)
      Non lo sentivo più adatto al mio sentire, diciamo così, per diversi motivi che non sto qui a spiegare! :D

      Ahaha! Simpaticissimo il video!

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  4. Invece io proprio per i personaggi non riesco a tollerarlo: non è un'imposizione scolastica perché ho sempre letto moltissimo e con piacere. Ma I promessi sposi proprio non li reggo... Lei così surreale e incantata, lui fin troppo coi nervi a fior di pelle, mi sembrano due burattini... Gli altri personaggi.. Tanto quanto mi dicono poco.
    Se ti piace però dovresti recuperare la prima versione "Fermo e Lucia"

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    1. Su Lucia mi pare siamo tutti d'accordo, Renzo lo vedo diverso perché in fondo penso esistano tante persone simili a lui e non mi ha dato l'impressione di essere propriamente una figurina, soprattutto nell'ultimo rilevante discorso che fa con Lucia e con Fra' Cristoforo!
      Se prima effettivamente era come dici tu quasi un burattino un po' troppo ingenuotto, trovo che nella sua apparente semplicità, le avventure di Milano, la vita a Bergamo e la peste lo abbiano mutato e maturato, ma non del tutto snaturato (il perdono che concede a Don Rodrigo di fronte a Fra Cristoforo non è nemmeno per un momento sentito o reale, è solo un dovere morale come quello di Manzoni di ficcare la religione nella sua vita a fare finta di crederci!), insomma assume uno spessore più consistente e concreto.

      Se me lo consigli lo procurerò, può darsi che in futuro mi vada di riprenderlo, ma al momento mi sto muovendo su altre strade di cui spero di parlarvi se riterrò sensato farlo! :D

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    2. Te lo consiglio perché anche a mio padre piace Manzoni e ha trovato la prima stesura più spontanea e a volte cruenta... Così mi pare di ricordare, l'ha letto tanti anni fa ormai... Di sicuro lo troveresti interessante.

      PS: si, forse ci sono persone come Renzo... Ma non le reggo neppure nella realtà XD

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  5. Anche a me è piaciuto come romanzo (e combinazione parlavo della stessa cosa con Orlando di Fumetti di Carta l'altro giorno XD). Uno dei miei capitoli preferiti in assoluto è quello della peste *__*
    L'obbligo di lettura scolastica, che è nato con una valenza positiva (ovvero fare in modo che tutti avessero la conoscenza del romanzo), purtroppo, ormai l'ha avvolto in una patina negativa nell'immaginario pubblico. Ed è un peccato.

    PS Sbaglio o prima i capcha non li avevi? Come mai li hai aggiunti? Per chi scrive i commenti sono una bella scocciatura XD

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    1. I capcha? :o Questa cosa mi giunge nuova perché non li ho mai inseriti! :°D
      Li disattivo immediatamente, può essere che abbia combinato qualcosa per sbaglio!

      Comunque sono d'accordo, anche perché non è un testo che si può digerire serenamente mentre si è adolescenti!

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  6. Concordo sulla grande umanità dei personaggi.

    Un libro che purtroppo non viene amato perché letto per obbligo. Io l'ho letto per obbligo e l'ho amato lo stesso, ma di sicuro mi sarebbe piaciuto di più se l'avessi letto per scelta.

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    1. Avresti sicuramente avuto un impatto più fresco cosa che secondo me è quasi necessaria per la lettura in genere!

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